Napoli e i morti

un intreccio di storia, tradizioni e superstizione

Trascorrere il ponte dei morti a Napoli significa decidere di immergersi in un mondo fatto di storia, tradizioni e superstizioni alle volte difficile da comprendere. Ecco perché c’è bisogno di qualcuno che vi aiuti a comprendere tutto questo.

Comprendere queste tradizioni significa anche viverle più da vicino, immergervisi senza paura di annegarvi.
Ci sono delle cose che dovete assolutamente fare se vi trovate a Napoli per il ponte dei morti.

Prima di tutto dovete fare una passeggiata al cimitero delle fontanelle di Napoli, un luogo più unico che raro. Situato ai margini del rione Sanità e un tempo fuori dal perimetro cittadino, il cimitero si trova oggi nel pieno di un quartiere abitativo. Si tratta di un’antica cava di tufo nella quale, in seguito a epidemie carestie, sono stati accumulate migliaia di ossa umane. Un luogo unico dove vita e morte si intrecciano dando vita ud una usanza unica che è quella del’adozione delle capuzzelle (i teschi).

Altro luogo legato alla morte è sicuramente la chiesa del Purgatorio ad Arco, sita nel cuore del centro storico di Napoli e riconoscibile grazie ai teschi di bronzo che ne decorano l’esterno. Nata per dare sepoltura ai morti di mala morte è un luogo nel quale il visitatore può imparare a comprendere meglio il rapporto tra napoletani e morte. Con l’avvento del Purgatorio a Napoli si cominciò a distinguere la buona e la mala morte. La morte è sempre morte ma diventa una bona morte se la si affronta con qualcuno al proprio fianco.

Immancabile una tappa in qualche pasticceria della città dove troverete sicuramente in vendita un dolce limited edition, vale a dire il torrone dei morti. Si tratta di un torrone dalla forma rettangolare e allungata, morbido dentro e rivestito di cioccolato fondente. L’impressione è quella di una bara, tanto che molti lo chiamano il morticello ma di fatto lo si regala a chi si ama per superare più serenamente il giorno più triste dell’anno.

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