Il duomo di Napoli

Il duomo di Napoli

Il duomo di Napoli: una cattedrale nascosta

Nel trecento, quando ebbe inizio la costruzione di questo splendido e imponente edificio, nessuno avrebbe mai immaginato che sarebbe ben presto scomparso. Il duomo di Napoli, infatti, è nascosto dai palazzi che lo circondano. Un tempo l’alta mole della struttura era visibile dal mare, oggi dovete arrivare a pochi metri dall’ingresso per accorgervi della sua presenza.

Un’altra anomalia della cattedrale napoletana è la totale assenza di una piazza. Premesso che a Napoli bisogna attendere il XVIII secolo per avere delle piazze monumentalizzate, è comunque strano vedere l’enorme mole della cattedrale affacciarsi su un semplice spiazzo.  Nonostante questa anomalia non ci vuole molto a capire che siete di fronte a un luogo unico nel suo genere.

La facciata che possiamo ammirare oggi non ha niente a che vedere con quella di epoca Angioina ma andiamo per gradi. La prima chiesa sorta in questa zona fu la basilica di Santa Restituta, oggi inglobata nell’edificio. Poi fu realizzata la Stefania, dal duca-vescovo Stefano, che però è ormai scomparsa. Infine, per volere di Carlo II, fu eretta la attuale chiesa.

Come dicevamo però la facciata non è più quella originale. Quella visibile attualmente fu progettata alla fine dell’800 dal grande architetto Enrico Alvino e completata nel 1905 in stile neogotico. Restano però, come vestigia del passato, alcune statue antiche che sono state ricollocate dove erano un tempo.

Per approfondire la storia degli Angioini di Napoli clicca qui.

Santa Restituta e l’imperatore Costantino

Entrando in chiesa a sinistra vi troverete di fronte la Basilica di Santa Restituta. Il duomo di Napoli, come dicevamo, sorse accanto a questa chiesa che la tradizione vuole realizzata  su richiesta dell’imperatore Costantino. La basilichetta non è da sottovalutare perché ricca di opere spettacolari.

Appena entrati vi troverete di fronte un trionfo di elementi artistici e architettonici di epoche diverse. Ci sono colonne romane, un mosaico del ‘300 opera di un allievo di Giotto, decorazioni barocche e chi più ne ha più ne metta. Sempre nella basilica di Santa Restituta è possibile vedere un antico fonte battesimale dedicato a San Giovanni, nel quale sono conservati dei mosaici stupendi.

Si tratta di una vasca in una stanza quadrangolare, cosa anomala dato che i battisteri in genere sono ottagonali. La volta è divisa in spicchi e, oltre ai simboli dei 4 evangelisti, ci sono diverse scene del nuovo testamento connesse in qualche modo col battesimo. Il battesimo, fino al 555 d.C., veniva impartito in età adulta, ecco perché vi troverete di fronte una vera e propria vasca nella quale il fedele doveva immergersi.

Un papa a Napoli

Il duomo di Napoli ospita anche la tomba di un papa, per la precisione Innocenzo IV. Questi aveva raggiunto Napoli per meglio controllare la situazione alla fine della periodo svevo. Il pontefice rimase in città solo quattro mesi perché poi morì e così fu sepolto in Santa Restituta e poi sposato dove si trova ancora oggi, nel transetto sul lato sinistro.

Dal transetto si può scendere nella crypta che è sotto l’altare per ammirare le ossa di San Gennaro. La crypta è un esempio spettacolare di arte rinascimentale. In particolare è degna di nota la statua di Oliviero Carafa, il cardinale che fa la guardia alle ossa. Le ossa di San Gennaro furono trafugate dai Longobardi e recuperate proprio dal Carafa alla fine del ‘400.

Risalendo si può ammirare lo splendido altare che un tempo ospitava i sepolcri di alcuni dei sovrani Angioini e di Andrea d’Ungheria. Quest’ultimo era il marito di Giovanna I e fu assassinato ad Aversa da dei sicari inviati da sua moglie. Le sepolture sono poi state spostate sulla controfacciata che però è stata danneggiata da un terremoto. Nel transetto di destra potete anche vedere la pala d’altare del Pinturicchio che un tempo decorava l’abside.

La pala rappresenta la Madonna dell’Assunta che è la titolare della chiesa, anche se purtroppo tutti ormai la chiamano il Duomo di San Gennaro.

Boccaccio e il Duomo di Napoli

Ai lati dell’altare si possono vedere delle splendide cappelle che hanno conservato uno stile gotico. Una di queste cappelle, quella all’estrema destra del transetto, è la Cappella Minutolo. La si può osservare dall’esterno e vedere, in fondo a destra, il sarcofago di Filippo Minutolo, arcivescovo (vedi foto 1).

Questa tomba non ha nulla di speciale se non fosse che Boccaccio, il quale visse a Napoli per qualche tempo, la nomina in una delle novelle del suo decamerone. Questa sepoltura, infatti, è protagonista della seconda parte del racconto noto col titolo Andreuccio da Perugia.

Lasciato il transetto si procede verso la navata destra nella quale campeggia la Cappella del Tesoro di San Gennaro. Questa però richiede una trattazione a parte che potete leggere cliccando sul link di seguito. Scoprirete tutto su questo gioiello barocco dalla storia unica al mondo.

Cappella e Tesoro di San Gennaro

Visite guidate

Il duomo di Napoli è un luogo speciale, un concentrato di arte, storia e miracoli. Ovviamente non si può sintetizzarlo in un articolo per cui, se davvero volete scoprire tutti i suoi segreti e le storie che lo riguardano scegliete il mio tour dedicato alla Napoli del Centro Storico. Vi aspetto, cliccate di seguito.

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Il duomo di Napoli è un concentrato di storia. Visitando questo edificio si può ripercorrere la storia della città dal XIII secolo. Scopriamolo insieme.
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