Reggia di Caserta – Il giardino inglese

Reggia di Caserta

 Un gioiello nascosto nel parco della Reggia

Il giardino inglese della Reggia di Caserta potrebbe essere a buon diritto considerato il pezzo forte dell’intero complesso. Eppure cè ancora chi lo considera un semplice giardino per cui spesso si decide di non visitarlo.

Maria Carolina d’Austria, moglie di Ferdinando IV di Napoli (poi divenuto Ferdinando I delle Due Sicilie),volle quest’opera d’arte e la affidò alla maestria del   botanico inglese John Andrew Graefer. Non è facile da raggiungere ma credetemi, vale la pena. L’ingresso al giardino si trova in fondo al parco sulla destra, a lato della splendida fontata di Diana e Atteone. Un piccolo cancelletto vi aprirà le porte a uno dei luoghi più belli al mondo.

Non si tratta di un semplice luogo di piacere a carattere decorativo ma di un vero e proprio percorso iniziatico. Fu  realizzato ad hoc per la regina, una delle più grandi sostenitrici della massoneria italiana. Natura e simbologia si fondono per dare vita a qualcosa di unico.

Cos’altro vedere alla Reggia di Caserta

Un percorso massonico

Il giardino inglese nasce come luogo di riflessione, a differenza di quello italiano. In quest’ultimo, che caratterizza la prima parte del parco, tutto è geometrico. Le geometrie del parco principale erano fondamentali per la realizzazione di scenografie spettacolari per le feste. All’apparenza molto selvaggio tanto che osservandolo da angoli diversi si scoprono sempre nuovi scorci, il giardino inglese è in realtà un’opera d’arte. Frutto del lavorio lento e paziente di Graefer, il quale studiò con attenzione il terreno in modo da scegliere il luogo migliore per ogni singola pianta.

Qui, oltre a piante provenienti da tutto il regno di Napoli, troverete anche piante esotiche, provenienti da tutto il mondo e che Graefer con immensa pazienza e passione è riuscito a far sopravvivere in un ambiente se non proprio ostile quanto meno poco consono.

Ai tempi dei Borbone il giardino si autosostenev. I soldi per l’acquisto di nuove piante da innestare e per il pagamento degli stipendi, infatti, venivano dalla vendita di piante esotiche nate nelle serre del giardino. Insomma Graefer comprava piante esotiche, le piantava nel giardino, le faceva crescere e riprodurre e poi vendeva le piante figlie per ricavare i fondi necessari al giardino stesso.

Graefer posizionò piante ed edifici in modo da dare vita a un vero e proprio percorso iniziatico per massoni. Nel giardino ci sono statue, fontane, grotte, piramidi, tutti aventi un preciso valore simbolico nell’ambito del suddetto percorso iniziatico. Un percorso che ovviamente poteva intraprendere solo chi aveva davvero intenzione di scavare a fondo nel proprio animo per scoprire il proprio io.

Info Reggia di Caserta

Il giardino inglese e il paradiso

Il giardino doveva anche riprodurre in qualche modo l’ideale dell’Arcadia greca. L’Arcadia era una regione della Grecia che nell’immaginario collettivo, anche grazie al poeta Virgilio, divenne un luogo utopico. Un luogo ideale, nel quale gli uomini potevano entrare in contatto diretto con la natura e abbandonarsi al piacere della natura stessa, un ruolo paradisiaco lontano dalle problematiche terrene.

La parola giardino deriva dal termine paradeisos, quindi l’associazione giardino e paradiso è alquanto normale. Anticamente esistevano i Campi Elisi, oggi c’è chi parla di Giardino dell’Eden e chi parla invece di un giardino con 70 vergini per i più virtuosi.

Insomma il giardino inglese della Reggia di Caserta è un luogo da scoprire con qualcuno che possa svelarvi i suoi segreti, altrimenti resta un giardino come tanti, bello certo ma un semplice giardino e niente più. Se invece lo si scopre in tutta la sua complessità si trasforma in un vero e proprio paradiso terrestre.

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Reggia di Caserta - Il giardino inglese
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Il giardino inglese della Reggia di Caserta è un semplice giardino o il luogo in cui svolgere un percorso iniziatico per diventare un massone?
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