L’isola di Procida e le sue marine

isola di Procida

In giro per l’isola di Procida

Ci sono tanti modi per scoprire la piccola isola di Procida. Potete andare a piedi, con un bus di linea o con un piccolo taxi e addentrarvi in alcune delle strade più strette e caratteristiche. 

Girando l’intera isola vi renderete conto che esistono diverse marine, diverse rientranze, tutte con caratteristiche peculiari che vi permetteranno di distinguerle l’una dall’altra.

Procida è diversa dalle altre isole che si trovano nel golfo di Napoli e che hanno vocazione turistica da molto più tempo. Procida è ancora tutta da scoprire, anche perché fino agli anni settanta del secolo scorso era ancora attivo il carcere.

L’edificio, situato ai piedi del borgo di Terra Murata, è un edificio storico che però, dal 1831 al 1970 è stato usato per scopi ben diversi, segnando la storia dell’isola. I turisti hanno quindi scoperto l’isola abbastanza tardi.

Per scoprire di più sulla storia dell’isola leggi il mio precedente articolo Procida. Tra vulcani, miti e tradizioni.

La Corricella

La Corricella è la marina più antica dell’isola di Procida. Il grande pubblico l’ha scoperta negli anni ’90, dopo l’uscita del film Il Postino interpretato da Massimo Troisi.

Il film, tratto dal romanzo del cileno Antonio Skàrmeta, vede protagonisti un postino, interpretato da Massimo Troisi, e il poeta Pablo Neruda, in esilio con la moglie. Il postino deve consegnare la corrispondenza al poeta e intreccia con lui uno spettacolare legame di amicizia.

Alla Corricella sono state girate le scene che videro protagonista Mariagrazia Cucinotta che interpreta la donna di cui il postino è innamorato. E’ ancora lì che si trova la locanda della donna.

Il Postino non è il solo film girato a Procida, tra gli altri c’è L’isola di Arturo, girato negli anni ’60, e Il talento di Mister Ripley, con Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow, girato nel ’98.

Il trailer del film Il Postino

Le musiche spettacolari e i colori della Corricella hanno dato il vero tocco di poesia al film. Una poesia fatta di case colorate arroccate su una scarpata di tufo, tutte una accanto all’altra o una sopra l’altra come a rappresentare un piccolo presepe colorato.

isola di procida
La Corricella

Le case della Corricella

La marina della Corricella è caratterizzata da queste case coloratissime, fatte così affinché le varie proprietà fossero ben definite in quella massa di costruzioni. Quei colori avevano anche un’altra funzione però, permettere ai marinai di ritorno a casa di riconoscere, tra le tante, la loro abitazione. Un faro di speranza insomma.

Quei colori hanno reso così particolare il borgo di pescatori che prese il nome di Corricella, che in dialetto sta per contrada bella.

Alla Corricella si arriva solo scendendo delle scale antiche o delle rampe più moderne, oppure, unica alternativa, via mare. Le case sono orientate in modo da prendere il sole tutto l’anno e così fu necessario, per far fronte al caldo estivo, trovare una soluzione, il cosiddetto véfio. 

Il véfio è un balcone coperto da un arco che fa ombra e permette di evitare il sole diretto. Assieme al balcone, altra caratteristica delle case del borgo sono le cosiddette scale a collo d’oca.

Il porto dell’isola di Procida

Un’altra delle marine dell’isola è quella che si incontra appena si sbarca ed è la marina di Sancio Cattolico. E’ qui che arrivano le navi che partono da Napoli e da Pozzuoli, è questo il biglietto da visita di questo splendido luogo.

Secondo alcuni il nome della marina deriverebbe da Santa Canonica, in riferimento all’Abbazia di San Michele che si trova a Terra Murata. Insomma era da questo porto che si partiva per recarsi all’Abbazia, la santa canonica, perché è il punto di attracco più vicino.

Se la Corricella era la marina dei pescatori, la zona dell’attuale porto era quella dove un tempo, nell’800 soprattutto, erano attraccate le navi procidane che affrontavano anche viaggi molto lunghi. La gloria dell’isola ebbe fine con l’avvento delle navi moderne però.

isola di Procida

Marina di Chiaiolella

Dall’altra parte dell’isola rispetto alla Corricella e alla Marina di Sancio Cattolico c’è la Marina di Chiaiolella. Si tratta di un piccolo porto turistico al quale è affiancata una spiaggia molto amata dai turisti.

Il termine Chiaia, proprio come per la famosa strada di Napoli, deriverebbe da Playa, spiaggia per l’appunto. Chiaia sarebbe una storpiatura del termine e Chiaiolella invece è un diminutivo che indica una spiaggia piccola.

Da qui si può vedere l’isolotto di Vivara, area protetta ormai dal 1974 e inaccessibile. Uno scoglio verde che però fu anche il primo ad essere occupato fin dall’età del bronzo.

Fino all’800, quando di turisti non se ne vedeva neanche l’ombra, la zona era adibita alla coltivazione. Anche Vivara all’epoca era zona di coltivazione, come dimostra il fatto che, l’unica casa esistente sull’isolotto, contiene ancora oggi gli attrezzi necessari alla coltivazione.

Dalla Chiaiolella, in lontananza, è possibile vedere i faraglioni di Procida, molto meno famosi di quelli di Capri ma comunque molto particolari. Si tratta di due grossi massi in tufo che svettano dalle acque.

i faraglioni di Procida
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L'isola di Procida e le sue marine
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L'isola di Procida e le sue marine
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L'isola di Procida è caratterizzata da diverse marine, tutte con caratteristiche proprie e da scoprire girando per l'isola. Andiamo insieme!
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