I dolci da assaggiare a Napoli

Napoli pastiera

Napoli è una di quelle città in cui non se ne parla proprio di fare la dieta. Ce n’è per tutti i gusti, dolce e salato, per cui è praticamente impossibile esimersi dall’assaggiare qualcosina.

Napoli, oltre che per arte, tradizioni e miracoli, è famosa anche per i suoi dolci. Il dolce non manca mai a tavola e ce ne sono diversi per tutti i gusti e tutti i tipi di carattere.

I dolci da assaggiare a Napoli

  1. Il babà o babbà. Dolce a forma di fungo lievitato e condito con del rum particolare chiamato appunto rum da babbà. Per chi non lo sapesse il babbà non è stato inventato a Napoli bensì in Polonia ed è giunto a Napoli solo grazie ai francesi. Può essere semplice oppure guarnito con cioccolata, panna o fragole. A Napoli, per dire che una persona che nasce tonda non muore quadrata esiste un detto che cita proprio questo dolce… hai voglia a mettere rum nu strunz nun addivent mai babbà.
  2. La sfogiatella. Inventata nel monastero di S. Rosa in costiera amalfitana sarebbe stata importata a Napoli dal pasticciere Pintauro, la cui famiglia ha ancora una pasticceria in via Toledo, nei pressi della funicolare. Si tratta di un dolce a base di pasta frolla, semolino, crema, ricotta e scorzette di arancia candita e lo si può trovare in due varianti: frolla e riccia. Di recente sono state messe in commercio anche delle varianti salate che non sono niente male.
  3. Il mustacciolo. Questo dolce, che prende il nome dal mosto del vino che è uno degli ingredienti fondamentali per la sua realizzazione, veniva prodotto come molti altri dalle monache nei monasteri. Nel caso specifico questo dolce, di forma romboidale e ricoperto di cioccolato, veniva prodotto spesso dalle monache del Monastero di S. Chiara.
  4. Lo sciù. Si tratta di un bignè di forma allungata che si può trovare in diverse varianti: cioccolato, crema e caffè. Di solito quello al caffé è il meno gettonato mentre quello al cioccolato è il preferito di tutti. Ma come si dice… de gustibus.
  5. La pastiera. Tipico dolce di pasqua a base di grano cotto, ricotta e pasta frolla. All’apparenza sembra una crostata ma è molto diversa da quest’ultima. Esistono diverse varianti di questo dolce ma quella classica è la più diffusa a Napoli. Tra le migliori pastiere di Napoli pare che un tempo ci fosse quella prodotta dalle monache del monastero di S. Gregorio Armeno. Si dice che questo dolce, la cui caratteristica principale è uno spettacolare odore di millefiori, aroma che viene aggiunto all’impasto, possa risalire addirittura al periodo greco romano della città.
  6. Il torrone dei morti. Si tratta di un torrone particolare prodotto appunto nei giorni che precedono la commemorazione dei defunti. E’ un mega torrone, che si trova in vari gusti, che viene venduto a fette e che non si riesce a trovare per tutto il resto dell’anno in nessuna pasticceria napoletana.
  7. La zeppola di San Giuseppe. Tipico dolce napoletano che fa la sua comparsa nelle pasticcerie a marzo per festeggiare S. Giuseppe e la festa del papà. Si tratta di una specie di bignè gigante condito con crema pasticcera (in genere solo sopra ma in alcuni casi anche dentro) e amarene. Esiste in due versioni, al forno e fritta ma non illudetevi non esiste una variante light. Eh sì perché la versione al forno, che apparentemente sembra più leggera per il tipo di cottura, contiene in realtà il doppio del burro richiesto da quelle fritte per mantenere la sua caratteristica forma.
  8. Gli strufoli. Trattasi di dolce natalizio a base di farina, latte, liquori profumati, uova e miele. Gli strufoli napoletani hanno la forma di palline abbastanza grandi che vengono fritte, mischiate con il miele e decorate con dei confettini colorati. Esistono però anche delle varianti in cui le palline fritte sono molto molto piccole che una volta mischiate col miele danno vita a una specie di torrone dolcissimo.
  9. Il biscotto all’amarena. E’ un dolce di “scarto”. Mi spiego meglio. La parte esterna non è altro che pasta frolla ma la parte interna, che in apparenza sembra fatta di cioccolata, è in realtà composta da un insieme di scarti di pasticceria (pezzetti di pan di spagna troppo piccoli per essere usati in una torta, biscotti e quant’altro) che bagnati con succo di amarena e mischiati alla polvere di cacao vanno a formare il cuore del biscotto.
  10. La caprese. Come è evidente dal nome questo dolce, tanto amato a Napoli, fu in realtà inventato agli inizi del novecento a Capri da un pasticcere che in realtà la fece per errore. Eh sì perché la tradizione racconta che il pasticcere in questione, sa solo lui come ha fatto, si è dimenticato di aggiungere la farina all’impasto della torta che stava realizzando per poi rendersene conto a torta infornata. Una volta venuto fuori dal forno il dolce anziché essere un disastro si rivelò un vero e proprio successo.
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I dolci napoletani sono famosi in tutto il mondo ma spesso non si conosce nè la storia nè la composizione di questi dolci. Scopriamola insieme.
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