Papiri di Ercolano: svolta nella lettura

papiri di Ercolano

Nel corso dei secoli, a partire dal momento del ritrovamento, molti hanno tentato di aprire e leggere i papiri di Ercolano in maniera spesso discutibile.

I primi scavatori borbonici, cambiandoli per pezzi di carbone li usarono per alimentare le torce usate durante gli scavi. Poi si tentò, una volta capito che si trattava di papiri, di aprirli. Tra i più famosi studiosi che tentarono l’impresa vi su anche i principe di Sansevero, Raimondo de Sangro, che fece non pochi danni. Alla fine si giunse alla creazione di un macchinario, di cui una replica è ancora oggi conservata alla Biblioteca Nazionale di Napoli preso la cosiddetta officina dei papiri, che era in grado di aprire i rotoli senza danneggiarli. Di recente un svolta clamorosa che a quanto pare permetterebbe di leggere i papiri senza neanche aprirli… speriamo bene!

Ercolano. Un team internazionale del Cnr è riuscito a leggere (senza aprirli) due rotoli papiracei della famosa Villa dei Papiri dove fu rinvenuta l’unica biblioteca conservata del mondo antico: “Un risultato eccezionale”

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