Un crocifisso miracoloso a Napoli

Un crocifisso atletico a Napoli

Due piazze poco note

Oggi voglio parlarvi di un crocifisso miracoloso conservato a Napoli ma prima voglio raccontarvi qualcosa della zona in cui questo oggetto è conservato.

Su Via Marina, a Napoli, si trovano due piazze completamente fuori dai circuiti turistici eppure di grande valenza storica. Parliamo di piazza del Carmine e di piazza Mercato, un tempo lambite dal mare.

Le due piazze hanno fatto da sfondo alla famosa vicenda di Masaniello. Tommaso Aniello e sua moglie furono sovrani del popolo per dieci giorni e niente più. Il pescivendolo ben presto venne assassinato. Sua moglie, invece, finì al borgo Sant’Antonio Abate, dove vendeva il suo corpo a tutti quelli che volevano andare a letto con la ex regina di Napoli.

Micco Spadaro, al secolo Domenico Gargiulo, ha documentato nei suoi dipinti tutte le fasi della rivolta e ha rappresentato dunque anche le due piazze in questione.

Su piazza del Carmine si affaccia la chiesa del Carmine, quella dove è conservata il crocifisso miracoloso.

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I protagonisti della storia

Nel XV secolo, quando a Napoli regnava la regina Giovanna II, la città era presa d’assedio dalla flotta di Alfonso d’Aragona. Giovanna II, come la I del resto, era considerata una donna debole e sempre in balia dei suoi amanti. Le due Giovanne hanno avuto tante di quelle storie d’amore, secondo la tradizione. Ancora oggi quando si incontra una donna di facili costumi si dice…sì peggio d’ ‘a reggina Giovanna.

Ma torniamo ad Alfonso. Il guerriero era stato chiamato in soccorso di Napoli dalla stessa regina che voleva liberarsi di un lontano parente il quale contestava la legittimità del suo regno. Giovanna, pur di liberarsi di questo fastidioso nemico, il cui nome era Renato D’Angiò, chiese ad Alfonso di aiutarla, in cambio, alla sua morte, essendo senza eredi, gli avrebbe lasciato il regno.

Giovanna però non fu molto coerente nelle sue azioni e ben presto si pentì dell’accordo siglato con Alfonso.

Un crocifisso miracoloso…anzi, atletico.

La regina avrebbe voluto tirarsi indietro ma non ci riuscì e Alfonso da amico divenne un nemico. Fu così che la flotta spagnola si posizionò all’altezza dell’attuale piazzetta del Carmine per minacciare la regina.

Un giorno il fratello di Alfonso, Pedro, ordinò di sparare una palla di cannone contro la città ma colpì la chiesa che si ergeva a lato della piazza. Il proiettile sfondò il muro della chiesa dirigendosi verso il crocifisso di cui parlavamo e che sarebbe andato sicuramente distrutto se non fosse stato per la sua prontezza di riflessi.

Eh sì, perché per quanto possa sembrare assurdo molti si dissero certi di aver visto il crocifisso piegare la testa in modo innaturale per schivare la palla di cannone e a conferma dell’avvenuto miracolo ancora oggi potete vedere quel collo piegato verso destra così come rimase dopo aver schivato il colpo.

Ovviamente dopo bombardamento tutti giurarono di aver visto una palla di cannone partire dal campanile della chiesa e colpire in pieno viso il fratello di Alfoso ma nonostante questo atto eroico non ci fu verso di salvare la città che cadde così nelle mani degli aragonesi.

Se vi interessa la storia di Napoli in generale potete anche dare un’occhiata al mio libro edito da Newton Compton Per info clicca qui

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Un crocifisso atletico a Napoli
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Un crocifisso atletico a Napoli
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Napoli è la città dei miracoli. Tutti conoscono quello di S. Gennaro ma pochi coscono quello del crocifisso del Carmine che schivò una palla di cannone.
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