Pompei e la Reggia di Caserta

Pompei e la Reggia di Caserta

Cosa hanno in comune Pompei e la Reggia di Caserta?
Carlo di Borbone aveva già diversi palazzi quando cominciò a progettare la Reggia di Caserta con Vanvitelli. Eh sì perché c’era il palazzo reale di Napoli, la reggia di Portici e in costruzione c’era anche la Reggia di Capodimonte. Che bisogno c’era di un ennesimo palazzo? Competere con la reggia di Versaille? Beh certo anche quello era uno degli obbiettivi di Carlo di Borbone ma in realtà la cosa che più gli stava a cuore era la sicurezza. Nel 1738 alcuni scavatori avevano scoperto Ercolano e nel 1748 fu la volta di Pompei. Tra queste due scoperte si colloca l’unica battaglia combattuta, per fortuna vittoriosamente, da Carlo in veste di re di Napoli. Che c’entrano questi tre eventi con la Reggia direte voi? Carlo di Borbone non si sentiva sicura nè al alazzo reale di Napoli nè tantomeno a Portici. Temeva, infatti, che quest’ultima potesse essere distrutta se il Vesuvio si fosse risvagliato. La vista di Ercolano e Pompei lo aveva affascinato ma anche spaventato. Allo stesso tempo il palazzo reale di Napoli era troppo vicino alla costa e lui temeva, come era accaduto poco prima della battaglia di Velletri, di essere bombardato via mare dagli inglesi.
Ecco allora la scelta di Caserta. Un luogo praticamente quasi disabitato e usato spesso dal re come riserva di caccia.

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Cosa hanno in comune Pompei e la Reggia di Caserta? Sara Prossomariti, scrittrice e guida turistica lo spiega in questo articolo
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