Papiri di Ercolano: svolta nella lettura

papiri di Ercolano

La scoperta

I papiri di Ercolano sono forse una delle scoperte più spettacolari fatte negli ultimi duecento anni. Una quantità notevole di testi unici che ci hanno permesso di approfondire le nostre conoscenze.

I papiri sono stati rinvenuti nella biblioteca della famosa Villa dei Papiri. Aperta solo per un brevissimo periodo, la villa è ancora per gran parte sotterrata. I primi scavatori, infatti, esplorarono la villa attraverso dei cunicoli che una volta usati venivano poi richiusi. Solo l’arrivo della villa è oggi completamente scavato.

Questo non significa che la Villa ci sia sconosciuta. Il responsabile dei lavori, un ingegnere svizzero di nome Karl Weber, riuscì, sfruttando i cunicoli, a prendere le misure della struttura e ricavare una pianta molto precisa.

La scoperta dei papiri eccitò moltissimo la comunità scientifica del tempo che si concentrò su un problema fondamentale: come leggerli?

Come aprire i papiri?

I primi scavatori borbonici, scambiandoli per pezzi di carbone li usarono per alimentare le torce usate durante gli scavi. Poi si tentò, una volta capito che si trattava di papiri, di aprirli.

Tra i più famosi studiosi che tentarono l’impresa vi fu anche il principe di Sansevero, Raimondo de Sangro, il proprietario della ben nota Cappella Sansevero. Purtroppo però il principe fece più danni che altro.

Alla fine si giunse alla creazione di un macchinario, di cui una replica è ancora oggi conservata alla Biblioteca Nazionale di Napoli preso la cosiddetta officina dei papiri, che era in grado di aprire i rotoli senza danneggiarli. A realizzare il macchinario era stato Don Antonio Piaggio.

Per saperne di più

Ovviamente la scienza è andata avanti e si è cercato di trovare delle soluzioni sempre più all’avanguardia per leggere questi rotoli senza danneggiarli. Di recente pare ci sia stata una svolta clamorosa

Ecco le novità

Di cosa parlano i papiri di Ercolano?

Nei papiri di Ercolano spesso sono stati trovati testi di filosofia epicurea. In particolare si conservano opere di Filodemo di Gadara, un famoso filosofo epicureo che visse in Campania per molto tempo.

Questa scoperta ha permesso anche di fare un’ipotesi circa il proprietario della spettacolare villa. Pare, infatti, che Filodemo di Gadara fosse stato ospite per molto tempo di Lucio Calpurnio Pisone, suocero di Cesare.

L’ipotesi è dunque che la villa possa essere appartenuta al padre dell’ultima moglie di Cesare, Calpurnia. Se così fosse saremmo di fronte alla villa di un personaggio romano di altissimo rango.

Sfruttando la pianta realizzata dal Weber, si è riusciti a ricostruire la villa nella sua interezza. Se volete vederla vi basterà andare a Malibù. Il Paul Getty Museum è, infatti, una copia quasi perfetta della villa dei Papiri di Ercolano.

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Papiri di Ercolano: svolta nella lettura
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Papiri di Ercolano: svolta nella lettura
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Nel corso dei secoli, a partire dal momento del ritrovamento, molti hanno tentato di aprire e leggere i papiri di Ercolano in maniera spesso discutibile.
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